Bambini e internet: il 60% usa i social network



Si è concluso da poco a Roma il convegno ” La psicologia e le sfide della modernità”, organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. All’incontro hanno partecipato sacerdoti, catechisti, suore, operatori di pastorale giovanile, medici, psicologi e infermieri. Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, ha aperto il convegno con queste parole: “La grande sfida – agli inizi del terzo millennio – è quella di recuperare i rapporti umani. E’ quella di ritrovare un’autentica comunicazione”. Fra gli interventi dei vari relatori, è stato molto interessante quello dello psicologo dello sviluppo Daniele Mugnaini, che ha spigato:” I bambini italiani stanno quasi due ore al giorno davanti alla TV.  Quasi la metà ha il televisore in camera da letto, dice di non poterci rinunciare e vede tranquillamente film col bollino rosso. La maggioranza gioca ai giochi elettronici e ha Internet in casa. Il 60% di questi bimbi ha Internet in camera da letto, lo usa quasi tutti i giorni e ha anche un profilo sui social network”.

Il congresso si è concluso con l’intervento di German Sanchez, direttore operativo dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Sanchez ha parlato dei problemi che possono sorgere nella società di oggi: “La mente dell’uomo liquido che abita soltanto gli spazi tecno-mediatici  non conosce altro spazio che il piccolo – grande mondo che le è proporzionato da Internet o dal proprio telefonino. Nella mente dell’abitante di questa società gli spazi sono abbattuti, rendendo così pericolosissimo il confine tra il reale e il virtuale. L’uomo passa più tempo abitando il mondo virtuale che il mondo reale, crea per sé un mondo ideale nel mondo virtuale. Quando deve passare al mondo reale la delusione è così grande che molte volte non riesce a fare una differenza tra i due mondi. Spesso il suo scopo è lasciare quanto prima il mondo reale, per andare ad abitare il mondo virtuale. Per lui, il mondo reale è una copia malfatta del mondo virtuale”.

Considerando che anche i bambini sempre più spesso hanno questo atteggiamento, è necessario che i genitori comprendano quanto prima l’importanza di un corretto comportamento da insegnare ai piccoli nei confronti della tecnologia. Come al solito, la tecnologia non è bene o male in se: tutto dipende dall’uso che se ne fa.