Browser Bambini: l’importanza del parental Control



Rispetto a qualche anno fa, i bambini e gli adolescenti vivono in un mondo decisamente basato sul web e la maggior parte delle attività che svolgono ruota intorno ad internet.

Se negli anni ottanta il maggior problema di un genitore era controllare e spiegare al figlio che non doveva dare confidenza agli estranei, ora andrebbe fatto ai bambini un discorso ben più ampio. La vita degli adolescenti grazie a Youtube e Facebook è basata non solo su amicizie virtuali ma anche su possibili esempi virtuali.

L’ultimo caso limite, scoppiato su Youtube è stato quello di una bambina che ha rubato cento euro a sua madre per comprarsi dei trucchi. Il problema grave è già il fatto che influenzata dalla pubblicità sia arrivata a fare un gesto simile, ma è ancora più grave dal momento che i soldi servivano per una visita medica.

Recentemente, ancora una ragazzina di 13 anni è stata adescata su Facebook da un gruppo di coetanei e stuprata in gruppo, la minaccia dalla quale è partito l’abuso è stata la possibilità che un video compromettente girasse su youtube ed in seguito al ricatto la ragazzina si è lasciata seviziare.

In una famiglia con entrambi i genitori che lavorano c’è necessità di controllare cosa i figli fanno in rete e di mettere loro dei paletti e dei filtri impedendo l’accesso ad alcuni siti o autorizzandolo solo in determinati momenti della giornata sotto la supervisione di un adulto.

Esistono Browser sicuri studiati per i bambini come Il Veliero ad esempio che è totalmente gratuito, oppure software a pagamento e gratuiti che permettono di inserire ed impostare dei filtri funzionali e dinamici che consentono ai minori di viaggiare in rete senza incorrere in giochi d’azzardo, link che rimandano a siti per adulti e via discorrendo.

Vietare ai propri bambini di entrare in rete è sbagliato in quanto si vieta la conoscenza e l’apprendimento in chiave moderna. Ma il loro ingresso in questo vastissimo mondo virtuale va controllato con opportune modifiche e paramenti per evitare di incorrere negli esempi che ho citato sopra ma anche solo in possibili traumi dovuti a contenuti non adatti a bambini dei quali la rete è piena.