CarrierIQ: ideato software per sconfiggerlo?



Sembrano esserci novità per quanto riguarda il programma CarrierIQ, nonostante gli inventori sostengano la legalità di questo software, Trevor Eckhart invece imperterrito afferma difendendo la sua tesi a spada tratta che in realtà non sia così. Il software non solo ci spia ma sarebbe così radicato all’interno del sistema operativo dello smartphone da non poter essere rimosso a meno che l’intero telefono non sia riprogrammato.

Così nascono alcuni software, tra i quali uno creato dallo stesso Eckahart che è un esperto programmatore, che permetto l’identificazione del malcapitato rootkit. Tra i tanti che sono stati creati, il più affidabile comunque sembra quello di Trevor anche se non è facile da usare. Gli altri garantiscono un risultato con l’approssimazione abbastanza precisa ma non sempre esatta. Quindi, non solo Eckhart scopre l’inganno, ma ci offre anche il modo per affrontare il problema al meglio. Fatto sta, che per quanto possiamo usare una puntina di ironia questo programma è installato su centinaia di smartphone e che ci piaccia oppure no continua a raccogliere dati a nostra insaputa. Fino a che si tratta di piccole informazioni, forse potrebbe anche passare inosservato, ma CarrierIQ, come detto in un post precedente prende come informazione utile anche le lettere più digitate sulla tastiera, gli accessi ai social network e non solo anche i siti internet visitati, compresi i provider di posta elettronica, in poche parole un vero e proprio agente segreto nato per spiare i consumatori e per carpire ogni loro più piccolo segreto. Ma, chiediamoci, lo scopo sarà davvero per le compagnie telefoniche, quello di migliorare la qualità del servizio?