Facebook donare gli organi: un iniziativa benefica ma non regolamentata



La prima volta che ho letto dell’iniziativa di Facebook sulla donazione d’organi mi si è accapponata la pelle.

Non pensate male, è quel genere di cose che vorresti fare ma alla quale non si vorrebbe mai pensare per ovvie ragioni.

Negli Stati Uniti, in Australia, nel Regno Unito e nei Paese Bassi è attivo sul social network in blu un box informazioni dove si può dichiarare se si è o meno donatore.

Presto questa funzione sarà disponibile anche in Italia e così potremmo sapere chi dei nostri amici o parenti ha deciso di fare un estremo ultimo atto di generosità salvando la vita a qualcun altro nel momento in cui la sua si spezzerà.

Come potrete immaginare l’iniziativa di Zuckerberg per quanto sia stata accolta in maniera entusiasta dagli internauti non ha suscitato altrettanta felicità in chi ha a che fare con questo tema tutti giorni.

Sul trapianto d’organi c’è una regolamentazione ben precisa che prevede l’anonimato del donatore. Se su Facebook fosse rivelato se una persona ha deciso di donare in punto di morte, i famigliari della persona salvata potrebbero, tramite ricerche arrivare a capire chi ha dato gli organi al proprio parente infrangendo così questa regola importantissima che tutela il defunto e la sua famiglia.

Questo indubbiamente è il problema più grave e più serio ma ce ne possono essere anche altri di carattere più frivolo. Il primo riguarda infatti l’ostentazione di un atto che dovrebbe essere privato e non sbandierato ai quattro venti.

Il rovescio della medaglia, forse migliore è che se un giovane morisse improvvisamente, dichiarando che è donatore d’organi sul social network senza però essere iscritto a nessuna associazione, potrà dare un tacito consenso alla famiglia ad agire nel migliore dei modi. Insomma, la normativa in merito è ancora un po torbida e non ben chiara, sopratutto perché non è ancora stata studiata a dovere nonostante l’iniziativa di Facebook e sviluppatori sia davvero lodevole.