Facebook in crisi: La previsione del Forbes



Quasi un anno fa, la rivista Forbes aveva detto che Facebook era finito. A distanza di quasi dodici mesi possiamo dire che non è andata cosi distante dalle previsioni che aveva fatto.

Anche se Facebook sembrava essere un’infinita miniera d’oro, molti utenti, specialmente nei paesi anglosassoni si sono resi conto che il social network non faceva per loro e hanno deciso di cancellare la loro iscrizione; tra questi, alcuni hanno preferito altre piattaforme, altri ancora invece semplicemente hanno pensato di lasciare il mondo del social network a qualcun altro.

La maggior parte di queste decisioni sono purtroppo giunte alla vigilia dell’esordio non proprio brillante in borsa.

I dati a carico degli utenti che utilizzano la piattaforma, sembrerebbero comunque essere confortanti, non sembra che siano tantissimi quelli che hanno lasciato, ma purtroppo è così. La verità, come tantissimi giornali hanno titolato in questi giorni è che Facebook ha stufato ed è diventato noioso prima, quando ancora era una novità assoluta, c’era chi sosteneva che fosse una droga, ricercatori ed esperti si sono immediatamente impegnati per capire cosa mobilitasse tanto le persone ad iscriversi e a stare tanto tempo incollate al computer. Ora, dovranno iniziare a mobilitarsi per capire la tendenza inversa cioè quella che spinge ad abbandonare.

In sostanza non è cambiato molto, le persone hanno sempre voglia di farsi gli affari degli altri ma forse in modo diverso, i cambiamenti avvenuti sulla piattaforma non hanno fatto altro che destabilizzare gli utenti spingendoli verso sistemi di social networking meno invasivi e meno personali, come se pubblicare i fatti propri, se fatto con astuzia si possa fare bene anche altrove. E così Facebook entra nella crisi del settimo anno questo appena dopo il suo rovinoso ingresso in borsa che ha bloccato anche l’ingrsso di altre aziende che avrebbero dovuto entrarci di li a poco.

Ma la vera domanda è questa: cosa sta cambiando nel modo di concepire la rete? E cosa sta cambiando nelle esigenze di comunicazione degli utenti?