Si finge bambino per adescare, come difendere i figli?



Tra gli ultimi fatti di cronaca, troviamo la storia di un anziano che registratosi a Facebook con il suo vero nome e cognome, per adescare minori si fingeva ragazzino.
Diversi genitori hanno segnalato l’accaduto ed una mamma, in forma anonima ha consegnato del materiale che la sua bambina aveva ottenuto proprio dal pedofilo settantenne.
É uno dei problemi da sempre più grossi di Facebook farlo aprire o meno ai più piccoli.
Di per se, la piattaforma non ha nulla di male, anzi molto spesso aiuta i ragazzini ad interagire tra loro, il problema però è quando avvengono episodi di questo tipo.
Per evitarli, cosa fare dunque? La prima cosa, è non vergognarsi di raccontare ai figli prima dell’iscrizione, quali insidie e pericoli possano nascondersi in rete spiegare che lo stare davanti ad un computer non protegge da adescamenti e dalla pedofilia.
Una volta che i figli saranno su Facebook, controllare chi sono gli amici e sincerarsi che non esistano falsi profili e che le persone siano davvero conosciute dai bambini.
Qualcuno potrà anche obiettare che non è giusto invadere la privacy dei figli ma per contrario se non lo si fa, potrebbero accadere episodi come quello qui raccontato; considerate inoltre che sino a 14 anni un minore non risponde legalmente delle azioni che compiute, motivo in più questo per essere sicuri che si comporti bene e non si metta nei guai.
Se invece volete dare fiducia ai vostri figli minorenni, fateli parlare e cercate un modo per capire se sono davvero così responsabili ed informati sul funzionamento della rete e sulle insidie che potrebbe celare.
La cosa più importante però è quando si sospetta di essere venuti a contatto con un pedofilo o con qualcuno che potenzialmente potrebbe ledere ai vostri figli o al benessere della comunità di Facebook segnalare prima alla piattaforma e se necessario alla polizia postale che prenderà tempestivamente provvedimenti.