Mentire su Facebook e Twitter, un algoritmo smaschera i bugiardi!



Un ricercatore di Losanna, Pedro Pinto, nell’anno 2000, grazie ad un algoritmo molto ben studiato ha scoperto con l’ausilio di pochissimi dati come un’epidemia di Colera si fosse diffusa in Africa. Una scoperta veramente importante se si considera che per giungere al punto ha usato il minimo indispensabile e pochissime variabili quando prima, invece erano necessarie un mucchio d informazioni per capire in che zona avesse avuto origine il contagio.

Lo stesso principio è stato applicato recentemente per smascherare le bufale web così che nessuno resti anonimo. Chi la spara grossa, verrà smascherato.

Per quanto una notizia fasulla in rete possa sembrare cosa di poco conto, con l’andare delle mani che la scrivono e con l’andare delle persone che la leggono c’è il rischio che il significato originale di qualcosa venga stravolto completamente creando appunto falsa informazione.

Sino a oggi, i burloni che hanno diffuso nel corso degli anni falsi in rete non sono mai stati scoperti ne puniti cosa che ora potrebbe avvenire.

Certo, Pinto forse non aveva calcolato che quel software basato quell’algoritmo così utile e così ben funzionale venisse usato anche per smascherare le bufale in rete. Lui, era sicuro che la sua scoperta sarebbe stata usata solo per scopi umanitari e decisamente più nobili.

Ad ogni modo, che si tratti di epidemia virale vera e propria o epidemia di bufale, questo programma è una gran bella scoperta che farà smettere di perdere tempo a tante persone.

Si sa, su Twitter e su Facebook le notizie hanno sempre viaggiato più veloci della luce e una volta in rete fermarle era quasi impossibile, ora, forse, non c’è da esserne più così sicuri.